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Da Saperequando siamo in Scozia
LINGUA: In Scozia si parla inglese, ma, per essere precisi, non è l’inglese di Londra, è una variante generalmente chiamata SSE (Scottish Standard English), o anche Scots o Lallans ed in alcune zone parte della popolazione parla il gaelico scozzese.
Il gaelico scozzese, lingua della cultura bardica dei clan delle Highlands per diversi secoli, è ancora oggi prima lingua per una piccolissima parte della popolazione (si calcola l’1%), stanziata soprattutto nelle Highlands e nelle isole. Il gaelico rimase la lingua principale della Scozia settentrionale e occidentale fino al XVIII secolo quando gli inglesi vietarono di parlarlo.
Solo negli ultimi decenni questa lingua è stata riconosciuta e tutelata, tanto da diventare materia di insegnamento nelle scuole e nelle università.
USI, COSTUMI, TRADIZIONI: gli scozzesi sono un popolo caparbio, tenace, caratterizzato da un forte senso di identità ed appartenenza. Seppure di primo acchito possano sembrare burberi e un po’ chiusi, gli scozzesi sono per natura molto tolleranti, anche se considerano inaccettabile urlare, parlare ad alta voce nei luoghi pubblici, Spesso e volentieri gli italiani all’estero si contraddistinguono per la loro rumorosità ed esuberanza che talvolta rasenta la maleducazione. Uno scozzese non ve lo farà mai notare o pesare, ma potrebbe essere “carino”, adottare un comportamento più contenuto e sobrio evitando atteggiamenti sopra le righe.
Ad esempio, ricordate che nei pub, l’ingresso è vietato ai minori di 18 anni: non insistete per entrare con i vostri figli piccoli. Anche in Scozia, in molti locali, vige il divieto di fumo: rispettatelo, così come cercate di spegnere il cellulare dove richiesto. State attenti anche ad utilizzare correttamente i termini “inglese” e “scozzese”: non sono intercambiali ne tantomeno sinonimi…gli scozzesi non vanno molto d’accordo con i cugini inglesi e “confonderli” con loro equivale quasi ad insultarli.
Detto questo vediamo alcuni simboli e tradizioni della Scozia, emblema della forte identità che contraddistingue questa straordinaria terra.
I clans, tartans e kilt. Quante volte abbiamo sentito cognomi come: Mac Donald, Campbell, Mackintosh, Fergusson, Mac Lean, Montgomery, Mackenzie, Mac Gregor, Macbeth? È risaputo che sono tipici cognomi scozzesi, ma quello che talvolta non si sa è che rivelano la discendenza di una persona dai capostipiti di un determinato Clan (famiglia).
La società scozzese tradizionale era organizzata in clan. La parola clan deriva infatti dal gaelico scozzese clann, "bambino", che sottolinea il senso di legame familiare. Ogni Clan ha un suo Tartan (ossia un particolare e personale disegno scozzese), registrato ed ufficiale, in varie versioni (esistono infatti il tartan per il kilt da giorno, quello da campagna, ecc.). Il kilt, il tipico gonnellino scozzese, è realizzato in tartan. il kilt come lo conosciamo noi è stato inventato nel ‘700 da Thomas Rawlinson, un commerciante quacchero inglese. Per il kilt attuale, utilizzato in particolar modo nelle cerimonie ufficiali, vengono utilizzati fino a otto metri di stoffa, fittamente pieghettata sul dietro e sui fianchi, e la pieghettatura è fermata da cuciture solamente in vita.
Cornamusa: “The Cave Of Gold”, una vecchia canzone gaelica recita “Oh, potessi avere tre mani, due per la bagpipe e una per la spada!”. La cornamusa è uno strumento musicale aerofono a serbatoio (o aerofono a sacco). Quella scozzese è chiamata Great Highland Bagpipe. Il suo suono è inconfondibile ed emozionante.
Sono molti i Paesi del mondo ad avere una tradizione musicale legata alla cornamusa, ma è solo nelle Highlands scozzesi che questa tradizione è arrivata a svilupparsi ai massimi livelli, anche se è universalmente accettato che la cornamusa non abbia avuto origine in Scozia, ma piuttosto in Medio Oriente, e che da lì si sia diffusa in tutta Europa, ad opera di musicisti itineranti, nel corso del XII e XIII secolo. Nessuno sa dire con precisione quando la cornamusa arrivò in Scozia, ma la prima attestazione della presenza di una cornamusa sarebbe rintracciabile nel Testament Of Mr. Andrew Kennedy, pubblicato nel 1508.
Quel che è certo è che già nel XVI secolo le pipes erano diventate in Scozia uno strumento di “uso militare”, in quanto il suo suono poteva essere ascoltato anche a miglia di distanza.
Giochi tradizionali e raduni delle Highlands (Highland Games): si tratta di competizioni uniche che affondano le loro radici nel sistema dei clan scozzesi di diversi secoli fa.
I giochi tradizionali si tengono, annualmente, in tutta la Scozia tra maggio e settembre.
I concorrenti vengono chiamati a cimentarsi nel lancio del martello, nel lancio del tronco, nel lancio del peso, nel tiro alla fune, nelle gare di atletica leggera. Devono inoltre dimostrare la propria abilità nella danza e nel suonare la cornamusa.
In origine,, il capoclan incoraggiava i propri uomini a partecipare a prove di forza, di abilità e di resistenza per dimostrare il loro valore e la loro prestanza in battaglia.
Oggi non si combatte più, ma la competizione, lo spirito e lo spettacolo di questo evento è rimasto inalterato.
Per informazioni e per consultare il calendario degli eventi, potete visitare il sito: www.highlandgames.org.uk.
Il cardo: è il simbolo della Scozia.
La leggenda narra che, intorno all’anno mille, una divisione di guerrieri scozzesi, sorpresi nel cuore della notte (e del sonno) dall’esercito di re Haakon di Norvegia, riuscì a salvarsi perché un vichingo mise un piede nudo sopra un cardo selvatico. Le sue grida di dolore svegliarono gli scozzesi, che riuscirono, non solo a non farsi trovare impreparati, ma anche ad organizzare un contrattacco. In segno di ringraziamento la pianta fu chiamata Guardian Thistle (cardo protettore) e venne adottata come simbolo della Scozia.
Loch Ness ed il suo mostro: una delle leggende più famose al mondo è senza dubbio quella del mostro di Loch Ness, lago divenuto celebre per la presenza di un ipotetico mostro preistorico, un plesiosauro vissuto nell'era mesozoica, all'interno delle sue acque chiamato Nessie. Si narra che nell’anno 565 San Colombano, monaco irlandese, affermò di aver visto una grossa creatura nel lago; da allora lungo i secoli vi sono stati migliaia di avvistamenti, ma la leggenda restava circoscritta ai luoghi immediatamente circostanti il lago. Ma fu solo nel 1933 - quando una coppia di turisti, i signori Spicer, affermò di aver visto un essere enorme emergere dalle acque, prima di sparire nuovamente - che la leggenda di Nessie, divenne di dominio pubblico.
Periodicamente il mostro viene avvistato, ma nonostante questo, gran parte della comunità scientifica afferma che il mostro non esiste e non potrebbe esistere.
Fantasmi: anche se può sembrare assurdo, in molti credono che i castelli scozzesi siano infestatati dai fantasmi. È normale che vi mostriate scettici, ma è bene precisare che le Haunted Houses e le Ghost Stories, forse non sono semplicemente una trovata pubblicitaria “acchiappa turisti”; diverse apparizioni infatti sono state documentate, analizzate e studiate. Ad esempio, sembra che Castello di Edimburgo vaghino gli spiriti di un suonatore di cornamusa, di un tamburino senza testa, nonché dei prigionieri Francesi della Guerra dei 7 anni e dei prigionieri della Rivoluzione Americana. Sempre nella capitale, pare che i fantasmi amino ritrovarsi in una vecchia strada denominata Mary Kings Close.
Se amate il paranormale esistono anche tour guidati che vi promettono incontri ravvicinati con creature non meglio identificate. Se siete interessati potete consultare il seguente sito: WWW.MERCAT-TOURS.CO.UK

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